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Resi 2026: quando la logistica inversa diventa un vero vantaggio competitivo

Scritto da REMIRA Italia | 09-aprile-2026

Un importante marketplace ha recentemente inaugurato a Sant’Antonino, in Ticino, un polo completamente dedicato alla gestione dei resi, riconvertendo un magazzino storico del fashion retail che in passato ospitava attività logistiche per grandi brand, realtà con cui anche noi di REMIRA avevamo collaborato attraverso l’implementazione delle nostre soluzioni software per la reverse logistics. La struttura, che conta 20.000 m² coperti e 55.000 m² calpestabili, è dotata di sistemi altamente automatizzati come multishuttle per prodotti leggeri, shuttle per pallet pesanti, oltre a 60 postazioni di imballo automatizzate e rack mobili da 15 m. Oltre all’efficienza operativa, l’hub punta anche sulla sostenibilità: certificazioni Leed Platinum e ISO 14001, ampi impianti fotovoltaici e sofisticati sistemi di monitoraggio dei consumi e dei rifiuti.

Questa evoluzione non è un fatto isolato, ma la conferma di un trend ormai consolidato: nel 2026 la gestione dei resi non è più vista come un mero centro di costo, bensì come un asset strategico per chi opera nel retail omnicanale e nell’e-commerce.

Perché i resi stanno assumendo un ruolo così centrale

È noto che i resi nell’e-commerce hanno tassi significativamente più alti rispetto al retail fisico — con una media globale attorno al 20–30% delle vendite online, rispetto a circa il 9% dei negozi tradizionali. Ma la questione non è soltanto numerica. I resi sono diventati un termometro della customer experience e del valore percepito del brand: una politica di reso lenta, complicata o poco chiara può trasformarsi rapidamente in una barriera all’acquisto o in un motivo di abbandono del cliente.

Un dato emblematico: quasi l’80 % dei consumatori controlla la politica di reso prima di completare un acquisto, e una cattiva esperienza di gestione delle restituzioni porta una fetta significativa di acquirenti a non tornare più da quello stesso venditore.

In questo nuovo scenario, i resi non sono solo un costo da limitare, ma un indicatore strategico della performance d’impresa: si riflettono su pianificazione della supply chain, disponibilità di stock, gestione delle promozioni e, soprattutto, sull’efficacia delle previsioni di domanda.

Dalle operazioni alla strategia: la tecnologia come abilitatore

Negli ultimi anni, le piattaforme di returns management si sono evolute da semplici strumenti di tracciamento a sistemi integrati intelligenti che orchestrano processi, dati e collaborazioni tra più attori della catena logistica.

Le tecnologie di nuova generazione permettono di automatizzare non solo l’accettazione e l’ispezione fisica dei prodotti, ma anche decisioni complesse legate a reimmissione dello stock, ricondizionamento, smaltimento sostenibile o vendita nei canali secondari (recommerce). Questa capacità di prendere decisioni basate su regole e dati in tempo reale porta a un notevole aumento della velocità di recupero del valore dell’inventario, elemento fondamentale in settori dove i prodotti perdono rapidamente valore con il passare del tempo.

Non meno importante è l’integrazione con i sistemi di magazzino, ordini e customer service: un software di gestione resi moderno non lavora a compartimenti stagni, ma diventa un hub informativo che collega front‑office e operations, offrendo visibilità completa sulle rotazioni di inventario, i tempi di processo e le performance di ricavo derivanti dai resi stessi.

Trend 2026: sostenibilità, recommerce e dati intelligenti

Nel 2026 possiamo individuare alcuni trend chiave che stanno ridefinendo il ruolo dei resi nella supply chain:

  • Customer centricity nei resi: sempre più aziende stanno ripensando la gestione delle restituzioni come parte integrata dell’esperienza d’acquisto. Rendere il processo più semplice, rapido e trasparente aumenta conversioni e fidelizzazione. 
  • Salvaging e recommerce: piuttosto che considerare un reso come fine ciclo, molte realtà puntano a recuperare valore attraverso riparazione, ricondizionamento e vendita nei canali secondari, soprattutto nei settori fashion e consumer electronics. 
  • Green logistics e responsabilità estesa: la sostenibilità non è più un plus ma un requisito operativo. Schemi come l’Extended Producer Responsibility (EPR) stanno spingendo le imprese a progettare prodotti e processi di reso che favoriscono il riuso e il riciclo piuttosto che la discarica. 
  • Decisioni basate sui dati: grazie all’analisi combinata di dati di vendita, reso e utilizzo prodotto, molte aziende anticipano tendenze e comportamenti dei clienti, migliorano previsioni di stock e riducono scorte obsolete. 

Infine, l’adozione di AI e automazione nei processi di reso (dalla classificazione delle condizioni degli articoli alla gestione delle priorità operative) sta diventando un elemento distintivo per chi vuole recuperare valore invece di subirne la perdita.

Da problema operativo a leva competitiva: come orientarsi

Se un tempo i resi erano trattati come un fastidio da gestire “dietro le quinte”, oggi essi stanno passando al centro delle strategie di supply chain e customer experience. Le aziende più mature in materia adottano approcci che combinano tecnologia, processi e competenze umane:

  •  Integrazione completa dei resi nella supply chain: ogni prodotto restituito è tracciato e “ricondizionato” come potenziale risorsa invece che come costo da cancellare. 
  •  Dati come driver decisionali: analisi dei resi non solo per capire “quanto tornano i prodotti”, ma per anticipare tendenze, migliorare assortimento e ridurre inefficienze.  
  •  Digitalizzazione end‑to‑end: dalla richiesta di reso alla sua proliferazione negli ordini di vendita o nei canali secondari, passando per dashboard intuitive per tutti gli stakeholder.  
  •  Valorizzazione del capitale umano: anche con automazione diffusa, la competenza delle persone resta centrale per definire regole, priorità e strategie di recupero del valore. 

Conclusione

La nuova struttura in Ticino non è solo un esempio di investimento in infrastrutture: è la rappresentazione concreta di come la reverse logistics sia diventata elemento strategico nella supply chain del 2026. Integrare piattaforme digitali avanzate, processi intelligenti e una visione orientata alla creazione di valore permette alle aziende di trasformare una voce tradizionalmente negativa del bilancio in un vantaggio competitivo tangibile, migliorando efficienza operativa, sostenibilità e fedeltà dei clienti.

In un mercato dove i resi continuano a crescere e le aspettative dei consumatori diventano sempre più sofisticate, la chiave del successo è semplice ma impegnativa: trasformare dati e know‑how in processi intelligenti, con un approccio che unisce tecnologia, persone e strategia.

Fonte: https://www.supplychainitaly.it/2026/04/01/zalando-avvia-nel-magazzino-ex-kering-in-ticino-un-polo-per-la-gestione-resi/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4

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