Monnalisa ha scelto REMIRA come partner per l'implementazione del Digital Product Passport. Un progetto che rappresenta un passo importante nel percorso di digitalizzazone della supply chain e di preparazione alle nuove sfide legate a tracciabilità, sostenibilità e trasparenza.
Abbiamo colto l'occasione per rivolgere al team Monnalisa tre domande su cosa significhi, concretamente, avviare oggi un progetto di Digital Product Passport: dalle principali complessità ai benefici attesi, fino agli elementi che hanno guidato la scelta del partner tecnologico.
La complessità maggiore nell'introdurre il Digital Product Passport è la necessità di una profonda rilettura interna di tutti i processi, per garantire che la tecnologia a valle venga alimentata da una piena e fluida tracciabilità a monte. La filiera della moda è storicamente atomizzata, stratificata e spesso basata su relazioni informali o subforniture artigianali per alcune attività complementari. Possiamo identificare tre ambiti di difficoltà:
Il DPP non è quindi solo un progetto tecnologico volto all’esternazione, ma anche un’occasione per educare e connettere l'intero ecosistema di fornitura.
Noi crediamo che il passaporto digitale non sia solo un adempimento normativo ma anche un’interessante opportunità di business. L'implementazione del DPP, specie se anticipata rispetto all’obbligatorietà definitiva e gestita bene sul fronte comunicazione, ci può sicuramente portare vantaggi aggiuntivi sul fronte dell’immagine. Possiamo mostrare la qualità delle nostre collezioni con dati oggettivi e verificabili, rafforzando ulteriormente la fiducia dei nostri clienti e trasformando la trasparenza in un fattore di preferenza del brand. Questo aumenta anche la possibilità di presidio del mercato del second hand, nel quale già siamo presenti tramite la collaborazione con 2NDACT by Dresso. La vita dei nostri capi passa da sempre tra fratelli e cugini, grazie alla loro qualità e resistenza. Mappare la storia di ogni singolo pezzo permetterà di facilitare questo processo di riciclo anche al di fuori della sfera familiare. Vogliamo che il passaporto digitale rappresenti un certificato di autenticità permanente, capace di mantenere il valore del nostro prodotto nel tempo.
Un ulteriore beneficio che vogliamo ottenere è blindare il brand dalla contraffazione. Purtroppo noi siamo, come tutti i brand di alta gamma, soggetti a frequenti aperture di siti fake con il nostro marchio. La tutela della proprietà intellettuale e della scelta del consumatore è una priorità. Associare un’identità digitale univoca, serializzata e non falsificabile al capo fisico ci darà un’arma efficace per proteggere l'esclusività del nostro marchio e combattere il mercato del falso in modo sistematico.
Per affrontare un progetto così pervasivo, non cercavamo un semplice fornitore di software "chiavi in mano", ma un partner che comprendesse a fondo le dinamiche della supply chain del fashion.
La proposta di REMIRA ha convinto per alcune caratteristiche distintive:
Approccio nativo sulla Supply Chain: a differenza di chi propone soluzioni puramente grafiche o di front-end, REMIRA affronta il DPP partendo dal dato e dall'orchestrazione dei flussi logistici e produttivi. Sa dove risiedono le informazioni e come intercettarle senza appesantire i processi aziendali.
Concretezza e soluzioni: grazie all’utilizzo consolidato del software REMIRA per la gestione delle etichette di composizione e manutenzione, Monnalisa dispone già di un patrimonio informativo significativo e strutturato, in larga parte coerente con i requisiti del Passaporto Digitale di Prodotto. Questa base dati rappresenta un importante vantaggio competitivo, poiché consente di valorizzare informazioni già raccolte e validate, evitando duplicazioni nelle attività di acquisizione e gestione dei dati. Ne deriva una riduzione dei tempi di implementazione, una maggiore efficienza operativa e un percorso più rapido e affidabile verso l’adozione del DPP.
Gestione intelligente della Privacy: la loro architettura permette di governare i livelli di visibilità del dato in modo granulare. Questo aspetto è stato decisivo: ci consente di registrare le informazioni strategiche e sensibili della filiera per metterle a disposizione degli enti di controllo, mostrando al consumatore finale solo i dettagli utili a valorizzare il prodotto, salvaguardando così il nostro know-how competitivo.